Palinuro - Parco Nazionale del Cilento
   

Gli scavi effettuati negli anni 50, in località San Paolo, hanno portato alla luce i resti di un abitato fortificato riferibile al sesto secolo a.C., con cospicue tracce di un'area culturale con terrecotte votive di tipo greco.
Materiali votivi che rivestono un eccezionale interesse, in quanto legati probabilmente ad una divinità femminile, la cui identità resta ancora ignota.
Gli scavi, ripresi di recente dalla Sovrintendenza Archeologica, rientrano tra gli obiettivi storici, culturali e turistici del Comune in generale e di Palinuro in particolare, perchè riveste, all'interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, un ruolo fondamentale che la natura le ha conferito con le sue bellezze paesaggistiche e naturali, storiche e culturali.
Palinuro, la perla del Cilento, viene arricchita dai dintorni collinari del suo capoluogo Centola e dalle frazioni con i loro percorso naturalistici in via di approntamento con al centro l'osservatorio ornitologico, quale sede probabile distaccata della Facoltà Universitaria di scienze ambientali e forestali.
Storia, mito e cultura all'interno di una programmazione integrata di turismo, ambiente e agricoltura per la valorizzazione di questo importante e strategico comparto orientato alla qualità del suo sviluppo con la riscoperta di alti valori ambientali e naturali e con il recupero di vecchi sentieri, lungo il percorso di antiche tradizioni collinari e dei prodotti tipici locali.

DA VEDERE
Antiquarium (Palinuro)
Insediamenti Longobardi (S. Severino, Molpa)
Torri costiere di Vicereali spagnole (Palinuro)
Forti e batterie costiere francesi (Palinuro)
Masseria fortificata loc. S. Sergio (Centola)
Chiesa di S. Nicola di Mira (Centola)
Grotte marine emerse e sommerse (Palinuro)
Primula palinuri specie botanico-floristica unica al mondo (Palinuro)

PRODOTTI TIPICI
La ricchezza dei sapori della terra e del mare hanno creato dei piatti la cui essenza risale a tempi e a sapori di tradizioni ormai quasi perdute. Tradizione marina e contadina si intrecciano continuamente in pietanze come le alici ammollicate, la ciauledda, la seppia mbuttunata, la scarola mbuttunata e tanti altri. L'olio locale ricavato da piante secolari e il latte caprino e bovino da cui si ottengono caciocavalli ricotte e mozzarelle al mirtillo rendono questa terra ancora una volta unica anche e soprattutto dal punto di vista gastronomico.

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News dal Cilento:
Progetti d'Autore 2008 - Provincia di Salerno
Mauro Sub Diving Center a Capo Palinuro
Immagini di Palinuro
Carnevale 2008 a Palinuro

Guarda le immagini più belle del Carnevale 2008 a Palinuro.
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Sport a Palinuro, ASD Capo Palinuro
Hotel La Primula - Palinuro
Vendita casa Pisciotta
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Adagiato quasi interamente sotto un secolare uliveto, a picco sul mare a 50 metri di altezza. Clicca qui per avere maggiori informazioni.
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Hotel la Torre - Capo Palinuro
Village Natura Park - Palinuro
Palinuro - La storia del Cilento

"Le Vie d'Italia"
Rivista mensile della Consociazione Turistica Italiana

Anno XLV - Numero 2
Febbraio 1939

Palinuro - Storia del Cilento

"Le Vie d'Italia"
Rivista mensile del Touring Club Italiano

Anno LX - Giugno 1954

Palinuro - La storia del Cilento

"Le Vie d'Italia"
Rivista mensile del Touring Club Italiano

Anno LXIII - Aprile 1957
Palinuro - La storia del Cilento

"Le Vie d'Italia"
Rivista mensile del Touring Club Italiano

Anno LXVI - Luglio 1960

La spiaggia delle dune fossili
In località Saline si possono ammirare spettacolari esempi di dune fossili che costituiscono un ambiente naturale molto particolare, popolato da organismi vegetali che nell’insieme costituiscono una fitocenosi unica, estremamente sensibile ai disturbi antropici e, pertanto, da salvaguardare.
Palinuro - Parco Nazionale del CilentoMa come si sono formate queste dune? Tra il Cretacico inferiore (130 milioni di anni) e il Pleistocene (2 milioni di anni), ad ogni alluvione le acque pluviali trasportarono in mare grande quantità di materiali terrigeni. Questi crearono lungo la costa, e per un ampio tratto nel mare, una nuvola di torbida che, con tempi variabili a seconda della grandezza granulometrica dei materiali
trasportati, si depositò sui fondali profondi. Per primi si depositarono i granuli più pesanti, poi quelli via via più leggeri, fino alle polveri argillose. Quando le acque del mare tornavano limpide, iniziava una sedimentazione di tipo marino, prodotta da microrganismi, che copriva il tutto con uno strato di materiale calcareo più o meno spesso, a seconda del tempo che trascorreva prima che un’altra alluvione intorbidisse quel tratto di mare, e ripetesse una nuova serie di depositi. Con le trasgressioni marine (quando il mare occupava territori precedentemente emersi), quindi unitamente al fenomeno connesso al sollevamento appenninico, cui è tuttora interessata la nostra penisola, le masse suddette di depositi, formatesi dalla sovrapposizione di queste serie di strati, sono state traslate sulla piattaforma carbonatica preesistente. Su questa nuova configurazione paesaggistica del versante N-O della penisola silentina, i fiumi preesistenti, qualche volta modificati nelle loro antiche giaciture per i sopravvenuti eventi geomorfologici, hanno continuato l’antico lavoro di erosione del terreno, e di trasporto in mare dei materiali erosi. Sono state così depositate quelle sabbie e quei ciottoli in formazione di dune spiaggiate dal mare, rimaste come testimonianza fossile di una delle tante variazioni di livello di questo mare imposte dalle glaciazioni o dal profilo del territorio in sollevamento.


Palinurus Elephas
Palinurus ElephasQuesta aragosta mediterranea (Palinurus elephas) è un crostaceo dell'ordine Decapoda. Esso Vive nei fondali rocciosi fino a 150 m di profondità. È una specie gragaria e piuttosto sedentaria. Ha una taglia medio-grande con una lunghezza media di 20-40 cm e massima di 50 cm ed il peso fino a 8 kg. Il corpo è di forma sub-cilindrica, rivestito da una corazza che durante la crescita cambia diverse volte per ricrearne una nuova. Il carapace è diviso in due parti, il cefalotorace (parte anteriore) e l'addome (parte posteriore), con una colorazione da rosso-brunastro a viola-brunastro ed è cosparso di spine a forma conica. L'addome è formato da 6 segmenti mobili.
Anteriormente presenta due antenne più lunghe del corpo, ripiegate all'indietro, gialle e rosse a tratti, che hanno la funzione di organi sensoriali, sulla fronte sono anche presenti due spine divergenti a V. La coda ha la forma di un ventaglio. Possiede diverse gambe ma solo una parte vengono utilizzate per camminare. A differenza di altri crostacei, non ha chele.Si nutre di plancton, alghe, spugne, anellini, echinodermi, briozoi, crostacei, e pesci.Per quanto riguarda la riproduzione, avviene a fine estate e in inverno nascono le larve che raggiungono fin da subito i fondali che le ospiteranno per il resto della loro vita.